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    • 2020-09-11 21:16:02

    Mantovani: Allenare l'immunità innata con i vaccini

    Mantovani: “Allenare l’immunità innata con i vaccini”

    Vaccinarsi contro un agente infettivo specifico per essere più reattivi anche contro altri virus e batteri. È il concetto di “protezione agnostica” e di innalzamento della soglia dell’immunità innata, che potrebbe rivelarsi utile anche contro Covid-19. Sul New England Journal of Medicine l’articolo di Alberto Mantovani

    immunit� innata

    Il sistema immunitario può essere “allenato”, anche per combattere Covid-19. In particolare, a essere usata anche contro il fin troppo noto Sars-Cov2 è l’immunità innata, la prima linea di difesa che l’organismo utilizza contro i patogeni. Questa risolve il 90% dei problemi causati dal contatto con batteri e virus e si accompagna all’immunità adattiva, la nostra linea di difesa più specifica, che può essere stimolata e dunque potenziata con i vaccini. L’idea dunque – stando ai dati più recenti – è che anche il sistema immunitario innato possa essere allenato.

    Come funziona l’immunità innata

    Lo conferma Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas e professore emerito di Humanitas University, che descrive il fenomeno insieme al collega Mihai Netea (Olanda) sul New England Journal of Medicine. Nell’articolo Trained Innate Immunity, Epigenetics and Covid-19 scrive infatti: “Vaccinarsi può aumentare il tono di base dell’immunità innata, come in un allenamento, e innescare la resistenza antimicrobica definita ‘agnostica’”.

    “Tale addestramento è direttamente collegato alla resistenza alle malattie infettive – continua – come probabilmente accade anche per Covid-19. In questo processo giocano un ruolo chiave le cellule mieloidi, in particolare i macrofagi, attori centrali dell’immunità innata che, con la loro diversità e plasticità, contribuiscono all’attivazione, all’orientamento e alla regolazione delle risposte immunitarie adattive”.

    Come “allenare” il sistema immunitario innato

    Per allenare il sistema immunitario al momento esistono due strade: sottoporsi alle vaccinazioni raccomandate, compresa quella antinfluenzale stagionale, e condurre uno stile di vita sano. Principio quest’ultimo, sintetizzato nella formula 0-5-30: ogni giorno zero sigarette, 5 porzioni di frutta e verdura fresche, 30 minuti di esercizio fisico moderato. L’obesità disorienta il sistema immunitario ed è un fattore di rischio, anche per Covid-19.

    Il vaccino contro la tubercolosi

    Allena l’immunità innata, ad esempio, anche il vaccino contro il morbillo, che protegge non solo contro il virus specifico, ma anche più in generale contro le infezioni respiratorie. “Questo meccanismo di allenamento potrebbe contribuire a spiegare il fatto che i bambini siano meno colpiti da Covid-19 – prosegue Mantovani – dal momento che la maggior parte di loro è sottoposta a diverse vaccinazioni nei primi anni di vita. Sperimentazioni in corso utilizzano, ad esempio, il vaccino contro BCG (Tubercolosi) per alzare la soglia di allenamento del sistema immunitario”.

    Gli studi già partiti

    Se n’era parlato infatti, già lo scorso marzo, quando in Olanda, Germania e Australia erano partite sperimentazioni cliniche su operatori sanitari e anziani per capire se veramente il vaccino contro la tubercolosi potessi “attivare” il sistema immunitario contro Sars-Cov2, come si ipotizza. L’ipotesi è che questo vaccino (come potenzialmente altri) forniscano una sorta di “immunoprevenzione aspecifica” nei confronti dell’infezione da nuovo coronavirus. E che quindi le vaccinazione siano in grado di stimolare il sistema immunitario a una maggior risposta anche nei confronti di un patogeno diverso, come appunto il Sars-Cov2.

    Più studi per avere la conferma

    “Evidenze epidemiologiche, come quelle descritte in un lavoro uscito in parallelo su Proceedings National Academy of Science Usa, suggeriscono che questo vaccino possa aumentare la resistenza a Covid, ma ciò andrà provato in studi prospettici controllati. È ancora dubbio che il vaccino antinfluenzale sia associato a un effetto analogo, ma ciò non toglie che sia fortemente indicato. Certamente innalzare il livello delle nostre difese di prima linea costituisce una strada promettente da esplorare e approfondire”.