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    • 2020-10-02 00:00:00

    Vaccino anti-Covid: dallo stabilimento Sanofi di Anagni 300 milioni di dosi

    vaccino anti-covid

    La missione è mettere nelle mani degli operatori sanitari un vaccino sicuro ed efficace contro Covid-19 nella seconda metà del 2021. Producendo un miliardo di dosi all’anno, di cui 300 milioni ad Anagni, in provincia di Frosinone. A 70 chilometri da Roma c’è infatti uno dei quattro stabilimenti produttivi italiani di Sanofi. L’azienda francese che, in collaborazione con GlaxoSmithKline (Gsk), sta sperimentando un vaccino per rispondere alla pandemia. Qui a tagliare simbolicamente il nastro della linea produttiva delle dosi destinate agli studi clinici è arrivato il ministro della Salute, Roberto Speranza.

    Il vaccino

    L’arma di Sanofi e Gsk contro Covid è un vaccino a base di Dna-ricombinante in subunità, una tecnologia già utilizzata da Sanofi per la produzione del vaccino antinfluenzale quadrivalente ricombinante, integrato con un coadiuvante della Gsk. Attualmente il prodotto è alla fase I e II di sperimentazione. “Qui ad Anagni ci sono competenze, tecnologie, investimenti che stiamo approntando per garantire la produzione del vaccino anti-Covid quando sarà approvato. Lavoriamo in partnership con Gsk perché questo è uno sforzo collettivo per aumentare la probabilità di arrivare a un vaccino sicuro ed efficace da produrre in milioni e milioni di dosi”, dice a margine di un incontro organizzato dall’’azienda ad Anagni il presidente e ad di Sanofi Italia, Marcello Cattani.

    I tempi

    “A settembre abbiamo annunciato l’avvio della fase I e II. Vogliamo concludere a dicembre la fase III per poi iniziare a dialogare con le agenzie regolatorie”, aggiunge Mario Merlo, general manager di Sanofi Pasteur Italia. “Seguendo questa time line, l’obiettivo è mettere a disposizione della sanità pubblica un vaccino sicuro nella seconda metà del 2021. Nel frattempo – spiega Merlo – ci sono già dei tavoli di lavoro per sviluppare nuove idee in tema di programmazione e distribuzione del vaccino”. La sicurezza è al primo posto: “I controlli sono rigorosi, nel caso del vaccino antinfluenzale, ad esempio, il 70% del tempo è investito in controlli di qualità e sicurezza”.

    Speranza: “Sicurezza e rapidità, è questa la sfida”

    Un vaccino che arrivi presto, ma sia sicuro. Lo ribadisce il ministro Speranza: “Abbiamo un duplice obiettivo: mantenere altissimo il livello di sicurezza e avere tempi rapidi. Questa è la sfida. Le agenzie internazionali opereranno con rapidità”. L’impegno è globale: “Tutta la comunità internazionale – ricorda Speranza – è al lavoro sul vaccino e l’auspicio è che potremo avere buone notizie in un tempo abbastanza breve, quel che è certo è che oggi dobbiamo investire con tutte le energie che abbiamo perché il vaccino e le cure sono la chiave vera per uscire da questa fase così difficile”. Nel frattempo, non si può abbassare la guardia: “Nei mesi che ancora ci aspettano e in cui non avremo ancora il vaccino Covid o cure validate abbiamo bisogno del comportamento corretto delle persone, perché la chiave che ci ha consentito di piegare la curva nei mesi precedenti è esattamente questa”, avverte il ministro.

    Partnership pubblico-privato

    Poi un appello: “Dobbiamo tutti lavorare e spingere nella stessa direzione. Io credo molto nella sinergia tra pubblico e privato. Il mercato da solo non basta e le istituzioni devono creare un ecosistema idoneo” da cui derivano “ricadute utili per tutti”. Per Speranza questo è un momento storico caratterizzato da competizione e cooperazione: “C’è una competizione tra scienziati, tra aziende farmaceutiche, tra Paesi. Ma c’è anche una grande cooperazione internazionale. Forse serve la parola ‘coopetizione’, siamo tutti nella stessa squadra’”. Un approccio che servirà anche più avanti: “Appena avremo un vaccino, non dovrà essere un privilegio di pochi. Dobbiamo far diventare questo vaccino un bene pubblico globale”, sostiene Speranza.

    Lo stabilimento di Anagni

    Lo stabilimento Sanofi di Anagni è stato fondato nel 1973, si estende su una superficie di 450mila metri quadrati e, con i suoi circa 600 collaboratori (dato 2019), rappresenta un centro di eccellenza a livello europeo per la produzione di prodotti farmaceutici sterili iniettabili (liquidi o liofilizzati, in fiale o flaconi). “L’Italia, la Regione Lazio e lo stabilimento di Anagni in particolare stanno giocando un ruolo fondamentale per raggiungere l’obiettivo di garantire a tutti un vaccino sicuro ed efficace, e grazie al grande lavoro svolto abbiamo oggi la speranza e l’ottimismo di pensare di essere vicini a una soluzione”, sottolinea ancora il presidente e ad di Sanofi Italia, Marcello Cattani. Grazie alla lunga esperienza sviluppata negli anni nella produzione di vaccini a uso umano, alle tecnologie presenti in stabilimento, alle condizioni regolatorie e il know-how presenti, il sito di Anagni sarà il primo in Europa ad avviare la produzione del vaccino anti-Covid targato Sanofi-Gsk.