logo
EMA-ROMA su facebook
    • 2020-10-29 00:00:00

    Snami: L’accordo per i tamponi ai medici di famiglia è inaccettabile

    di Redazione Aboutpharma Online


    Arriva la replica di una parte dei medici di famiglia alla notizia dell'imminente accordo per i tamponi rapidi per il Covid-19 negli studi di mmg e pediatri. A manifestare la propria contrarietà all'intesa è il Sindacato autonomo nazionale dei medici italiani (Snami). "È irricevibile l'accordo stralcio per l'esecuzione dei tamponi rapidi per il coronavirus negli studi dei medici di famiglia", ha tuonato Pina Onotri, segretario generale del Sindacato medici italiani (Smi) che boccia l'intesa firmata il 27 ottobre solo dal sindacato maggioritario, la Fimmg, con la Sisac, l'ente deputato alla contrattazione per la parte pubblica.


    Distanza tra i sindacati


    L'accordo "rimarca la distanza tra alcune organizzazioni sindacali della medicina generale e la volontà della Conferenza delle Regioni di imporre la scelta dell'effettuazione dei tamponi ai medici di medicina generale", spiega Onotri sottolineando le difficoltà della medicina generale "che si trova da sola a fronteggiare lo tsunami in una rete territoriale che non esiste", nonché la "preoccupazione per una situazione che ci sta sfuggendo di mano cercando di dare risposte a tutti, con una reperibilità 12 ore al giorno 7 giorni su 7".


    La polemica

    Ormai, spiega Onotri, "siamo unico punto di riferimento lì dove i servizi di igiene e sanità pubblica non funzionano, lì dove le attività specialistiche ospedaliere e territoriali stanno progressivamente riducendo l'offerta, lì dove i servizi domiciliari, già carenti prima, stanno diventando del tutto inesistenti. Ma nel testo dell'accordo c'è la chiara volontà di eliminare le voci di dissenso sindacale rispetto al progetto di precettare i medici loro malgrado. Siamo all'imposizione. A questo disegno i medici dicono no! I nostri studi per l'attività extra di effettuare tamponi rapidi non possono diventare motivo di contagio per i nostri pazienti lì dove non riusciamo a tenere separati i percorsi".


    Verso lo stato di agitazione?

    La leader sindacale sottolinea però l'apertura, su base volontaria, all'effettuazione di tamponi da parte dei camici bianchi che abbiano spazi adeguati, ma si dice pronta a proclamare lo stato di agitazione se non si ascoltano le istanze dell'associazione di categoria. "La categoria dei medici è stanca, sta sopperendo alle mancanze e alle deficienze di organico degli Uffici di sanità e d'Igiene pubblica. Stiamo, inoltre, seguendo i nostri pazienti per quanto riguarda le patologie croniche e oncologiche. Si può obbligare a fare i tamponi le colleghe incinte e i colleghi neoplastici, cardiopatici e con insufficienza respiratoria? Siamo pronti a proclamare lo stato di agitazione se non verremo ascoltati", ribadisce precisando che "siamo disponibili a effettuare i tamponi su base volontaria e per chi ha gli spazi adatti in studio".