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    • 2020-12-06 00:00:00

    Vaccini antinfluenzali, Federfarma: mancano le dosi in farmacia

    vaccini antinfluenzali

    I farmacisti rilanciano l’allarme sulla carenza di vaccini antinfluenzali. “A campagna vaccinale inoltrata – segnala Federfarma in una nota – le farmacie ancora non hanno ricevuto le dosi di vaccino antinfluenzale da destinare alla popolazione attiva. È una penuria che si riscontra nelle Regioni di tutta Italia, fatta eccezione per pochi esempi virtuosi come Lazio ed Emilia Romagna, dove le farmacie hanno potuto distribuire il vaccino alle persone che, pur non appartenendo alle categorie a rischio, desiderano sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale perché, spostandosi per motivi di lavoro o di studio, sono più esposte al contagio”.

    Pochi o introvabili

    Nel resto d’Italia la situazione è critica: “I vaccini in farmacia non sono arrivati, o sono arrivati in quantità talmente esigue – spiega Federfarma – da risultare insufficienti a soddisfare la domanda dei cittadini. Alcune organizzazioni territoriali di Federfarma, con grande senso di responsabilità sociale, hanno ceduto le poche dosi ricevute per la popolazione attiva alle strutture pubbliche, che non ne avevano a sufficienza per vaccinare le persone appartenenti alle categorie a rischio”. Marco Cossolo, presidente di Federfarma, ringrazia infatti le unioni regionali delle farmacie di Piemonte, Veneto e Umbria che “hanno devoluto le proprie quote di vaccino antinfluenzale alle fasce più fragili della popolazione” con un “gesto di sensibilità civica”.

    Meccanismi da rivedere

    Secondo Cossolo, qualcosa nel “meccanismo di approvvigionamento dei vaccini” non ha funzionato. “In quasi tutte le Regioni mancano le dosi di vaccino destinate alla popolazione attiva, comunque inferiori al fabbisogno indicato da Federfarma già nel mese di luglio. Bisogna correre ai ripari – avverte il presidente di Federfarma – per evitare di ritrovarsi in questa incresciosa situazione anche il prossimo anno. Le soluzioni potrebbero venire dagli acquisti centralizzati a livello nazionale, in modo da superare la frammentarietà imposta dal Titolo V della Costituzione, e dalla distribuzione per conto effettuata attraverso la rete delle 19mila farmacie sul territorio”. Per Cossolo è urgente “superare le criticità legate al modello attuale di approvvigionamento e distribuzione dei vaccini, perché il diritto alla salute deve essere garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale e non può dipendere dalla capacità della singola amministrazione regionale”.