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    • 2021-10-20 00:00:00

    Antibiotici, contro i “superbatteri” servono anche partnership pubblico-privato

    Per non perdere la sfida contro i “superbatteri” resistenti agli antibiotici servono appropriatezza nell’uso di questi farmaci, politiche integrate ispirate all’approccio One Health, ma anche un’alleanza tra pubblico e privato per sostenere la ricerca di nuove opzioni terapeutiche. È uno dei messaggi chiave emersi dall’evento “Planetary Health e Antimicrobicoresistenza. Verso una nuova strategia per affrontare le sfide di salute globale” organizzato a Roma da The European House-Ambrosetti con il contributo di Pfizer e bioMérieux.

    Sinergie pubblico-privato e approccio One Health

    Un messaggio sottolineato innanzitutto dal ministro della Salute, Roberto Speranza: “Bisogna aprire una nuova stagione di investimenti per il Servizio sanitario nazionale. E provare ad avere una nuova visione, la strategia One Health, quella che mette insieme esseri umani, ambiente animali è quella giusta. L’antimicrobico-resistenza è il tema di oggi, dobbiamo investire nella ricerca. Ci dobbiamo lavorare insieme, con sinergie tra pubblico e privato. I vaccini, le conquiste degli ultimi mesi sono il risultato straordinario delle sinergie. Dobbiamo mettere a sistema le potenzialità della ricerca, insieme le attività del privato con il pubblico”. Il ministro ha anche ricordato come l’approccio One Health e la lotta ai superbatteri occupino uno spazio prioritario sull’agenda del G20.

    Sostenere gli investimenti

    Sulla stessa linea Giovanni Tria, consigliere del ministero dello Sviluppo Economico per la produzione nazionale di vaccini e i rapporti con l’Ue:  “Servono interlocutori pubblici, non solo in grado di distribuire sussidi e finanziamenti ma di dialogare in modo costruttivo con l’industria farmaceutica, concentrando le partnership nei tratti di filiera dove il rischio di investimento per il singolo privato sarebbe troppo alto”. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), ricorda Tria, ha stanziato delle risorse sul fronte dell’antibiotico-resistenza. “Spero che con la legge di Bilancio – continua il consigliere del Mise – arrivino altri fondi, ma il nodo non sono le risorse. Il nodo su cui si sta ragionando è come delineare nuove forme di partnership e collaborazione pubblico-privato. Oggi vediamo una industria farmaceutica in forte crescita, che si sta riposizionando. I vari paesi nel mondo si stanno muovendo per attrarre investimenti sul proprio territorio. L’Italia deve inserirsi in questo quadro”.

    La direzione giusta

    Un’alleanza pubblico-privato è la strada giusta anche secondo Paivi Kerkola, ceo di Pfizer Italia: “Gli investimenti continui in ricerca e innovazione nel settore farmaceutico ci hanno consentito di dare una risposta anche alla pandemia in tempi rapidissimi. Vaccini e trattamenti per il Covid-19 insieme allo sviluppo di test diagnostici sempre più precisi e rapidi hanno consentito la ripresa dei sistemi economici e produttivi del mondo. La collaborazione tra pubblico e privato è stata determinante, occorre proseguire in questa direzione per continuare a contribuire tutti insieme ad una salute sostenibile dei cittadini e del pianeta”.

    Il ruolo della diagnostica

    Nella lotta all’antimicrobico-resistenza gioca un ruolo fondamentale anche la diagnostica. “Rappresenta uno strumento essenziale.  I test sindromici di ultima generazione, che coniugano la rapidità di risposta alla capacità di identificare un ampio spettro di patogeni e profili di resistenza, consentono di ottimizzare la terapia antibiotica il prima possibile, così da influenzare positivamente l’outcome del paziente e contrastare la diffusione delle resistenze antimicrobiche”, spiega Stathis Chorianopoulos, vicepresidente dell’Adriatic Cluster di bioMérieux.

    Planetary Health

    Come ricordato dal ministro Speranza, l’approccio One Health è ormai sulle agende politiche globali. Per l’evento di Roma, The European House Ambrosetti ha scelto di includere nel titolo l’espressione “Planetary Health”. Questa definizione è stata coniata nel 2015 dalla Rockfeller Foundation e da The Lancet. “La salute planetaria evidenzia le interazioni tra salute umana e del pianeta. L’attività umana dell’era in cui viviamo – commenta Daniela bianco, partner e responsabile della Divisione Healthcare di The European House – Ambrosetti –  è caratterizzata dall’impatto drammatico dell’uomo sul pianeta Terra, e allo stesso tempo i cambiamenti in atto nell’ecosistema ambientale e nel clima stanno avendo ripercussioni sulla salute degli esseri viventi. Occorre quindi un nuovo paradigma che consideri le interrelazioni tra ecosistema umano, animale e ambientale nel definire le nuove strategie di sanità pubblica”.

    La lezione della pandemia

    La pandemia scatenata da Sars-Cov-2 insegna tante cose. “L’Italia – ricorda il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro – è dotata di un Piano di contrasto all’antibiotico resistenza che stiamo rinnovando e disponiamo di una serie di strumenti, anche messi a punto in pandemia, che potranno aiutare in futuro. Dobbiamo affrontare il problema non solo dal punto di vista umano, ma anche ambientale e animale, in base al concetto di One Health. La salute è un unicum e questo è un grande insegnamento della pandemia”. Un monito condiviso dalla presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Giorgio Palù, nella sua lectio magistralis:  “Batteri e virus sono gli esseri viventi più facilmente in grado di replicarsi. L’uomo modifica le loro nicchie ecologiche e vediamo passare questi microrganismi dagli animali agli esseri umani, con le cosiddette infezioni zoonotiche. Siamo quasi 8 miliardi di persone sulla terra e si stanno sconvolgendo gli ecosistemi. L’uomo deve capire cosa sta facendo al pianeta e, dal punto di vista biologico, i virus ci stanno aiutando a capirlo”.